Fotografia · 25 agosto 2026

Liberatoria per foto e video: quando serve e cosa dice la legge

Basta un volto riconoscibile perché una fotografia o un video smettano di essere solo immagini e diventino una questione di diritti. Ecco, in modo semplice, quando serve una liberatoria, cosa prevede la legge italiana e cosa dovrebbe contenere il documento da far firmare.

La regola di base: serve il consenso

Il principio è scritto nell'articolo 96 della legge sul diritto d'autore: il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il suo consenso. La liberatoria è semplicemente il modo per mettere quel consenso per iscritto, specificando per quali usi è stato dato.

A proteggere chi viene ritratto c'è anche l'articolo 10 del codice civile: se un'immagine viene pubblicata fuori dai casi consentiti, o in un modo che danneggia il decoro o la reputazione della persona, il giudice può ordinare che l'abuso cessi, oltre al risarcimento dei danni. La tutela si estende anche a genitori, coniuge e figli.

Le eccezioni previste dalla legge

L'articolo 97 della stessa legge elenca i casi in cui il consenso non è necessario: quando la riproduzione è giustificata dalla notorietà della persona o dall'ufficio pubblico che ricopre, da necessità di giustizia o di polizia, da scopi scientifici, didattici o culturali, oppure quando l'immagine è collegata a fatti, avvenimenti o cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico.

Attenzione però a due cose. La prima: anche in questi casi l'immagine non può essere usata se reca pregiudizio all'onore, alla reputazione o al decoro della persona. La seconda: queste eccezioni nascono per la cronaca e l'interesse pubblico. Quando un volto riconoscibile finisce in una pubblicità, su una brochure o in un contenuto promozionale, la strada prudente resta sempre il consenso scritto.

L'immagine è anche un dato personale

Accanto al diritto all'immagine c'è la normativa sulla privacy: una fotografia o un video in cui una persona è riconoscibile sono dati personali, e il loro uso ricade nel GDPR. Non a caso l'ENAC, tra le responsabilità di chi opera con i droni, indica espressamente il rispetto del regolamento europeo e la tutela dei dati altrui. Per questo una buona liberatoria è accompagnata da un'informativa che spiega chi tratta le immagini, per quali finalità e per quanto tempo.

I minori: un'attenzione in più

Il Garante per la protezione dei dati personali ricorda che in Italia la soglia per il consenso digitale è fissata a 14 anni: sotto quell'età serve il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale. Il Garante mette inoltre in guardia dai rischi della diffusione online di immagini di bambini e ragazzi, e suggerisce accorgimenti come rendere irriconoscibili i volti o limitare la visibilità dei contenuti.

Nel lavoro di tutti i giorni questo si traduce in una regola semplice: se in un servizio fotografico o in un video compaiono minori riconoscibili, la liberatoria firmata dai genitori si raccoglie prima di scattare, e in caso di dubbio si scelgono inquadrature che non li rendano identificabili.

Quando serve, in pratica

Cosa deve contenere una liberatoria

Più gli usi sono descritti con precisione, meno spazio resta per i malintesi. Una liberatoria generica, che autorizza qualsiasi uso per sempre, è quella che crea più problemi quando nasce una contestazione.

Come gestisco la cosa sul set

Le liberatorie fanno parte della pre-produzione, esattamente come la scelta della location. Prima delle riprese si definisce con il cliente chi comparirà e dove verranno pubblicati i contenuti, si preparano i moduli e si raccolgono le firme prima di iniziare a girare. Il giorno del set ci si concentra sul lavoro, e a distanza di mesi nessuno deve rincorrere un'autorizzazione mancante.

Questo articolo ha scopo divulgativo e non sostituisce il parere di un avvocato o di un consulente privacy, che resta il riferimento per i casi specifici. Se stai pianificando un video aziendale o un servizio fotografico e vuoi capire come organizzarlo, scrivimi.

Fonti

  1. Legge 22 aprile 1941, n. 633, articoli 96 e 97 · Brocardi.it
  2. Codice civile, articolo 10: abuso dell'immagine altrui · Brocardi.it
  3. Minori: nuove tecnologie e protezione dei dati · Garante per la protezione dei dati personali
  4. Operatori di droni (UAS) · ENAC, Ente Nazionale per l'Aviazione Civile

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Domande frequenti

Serve la liberatoria per i dipendenti che compaiono in un video aziendale?

Sì, per ogni persona riconoscibile. L'articolo 96 della legge sul diritto d'autore richiede il consenso della persona ritratta, e il rapporto di lavoro non equivale a un'autorizzazione all'uso della sua immagine.

Posso pubblicare le foto di un evento senza liberatorie?

La legge prevede un'eccezione per avvenimenti di interesse pubblico o svoltisi in pubblico, purché l'immagine non danneggi onore, reputazione o decoro della persona. Per usare il volto di una persona specifica in una comunicazione promozionale, però, la scelta prudente resta il consenso scritto.

Come funziona con i minori?

Il Garante ricorda che in Italia la soglia per il consenso digitale è 14 anni: sotto quell'età serve il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale. Nei servizi con minori riconoscibili la liberatoria dei genitori va raccolta prima delle riprese.

Cosa deve contenere una liberatoria?

I dati delle parti, la descrizione del servizio, gli usi autorizzati indicati in modo specifico (sito, social, stampa, pubblicità), la durata, l'eventuale compenso e l'informativa sul trattamento dei dati personali con le modalità di revoca.

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