Videomaking · 21 luglio 2026

Riprese con il drone in Italia: regole, attestato e assicurazione nel 2026

Una ripresa aerea cambia il respiro di un video, ma un drone non si alza in volo dove e come si vuole. Ecco le regole europee e italiane in vigore, spiegate in modo pratico per chi deve commissionare riprese dall'alto e vuole essere sicuro che tutto sia in regola.

La risposta breve

In Europa i droni sono regolati da norme comuni dell'EASA, applicate in Italia dall'ENAC. La maggior parte delle riprese per aziende rientra nella cosiddetta categoria aperta, quella a basso rischio: non richiede autorizzazioni caso per caso, ma impone obblighi precisi su registrazione, formazione del pilota, assicurazione, quota e distanza dalle persone.

Se stai per commissionare un video con riprese aeree, questa è la parte che ti riguarda: sapere cosa chiedere a chi piloterà il drone.

Gli obblighi che valgono quasi sempre

L'ENAC riassume così i requisiti generali per operare nella categoria aperta:

A questi si aggiunge un limite valido in tutte le sottocategorie: secondo l'EASA il drone deve restare sotto i 120 metri di altezza dal suolo.

Classi e sottocategorie, in parole semplici

I droni in commercio portano un'etichetta di classe, da C0 a C4, legata soprattutto al peso. Dalla classe dipende la sottocategoria in cui si può volare, cioè quanto ci si può avvicinare alle persone.

Sintesi delle regole EASA per la categoria aperta
Classe C0 (sotto i 250 g)sottocategoria A1: ammesso il sorvolo di persone non coinvolte, mai di assembramenti
Classe C1 (sotto i 900 g)sottocategoria A1, con attestato A1/A3
Classe C2 (sotto i 4 kg)sottocategoria A2: almeno 30 metri dalle persone, 5 metri con la modalità a bassa velocità
Classi C3 e C4 (sotto i 25 kg)sottocategoria A3: almeno 150 metri da persone e aree urbane

Per la formazione, l'EASA prevede un corso online con esame teorico per ottenere l'attestato A1/A3; per volare in A2 servono in più un'autoformazione pratica dichiarata e un esame aggiuntivo. L'età minima per pilotare è fissata a 16 anni, con la possibilità per i singoli Stati di abbassarla.

Il caso dei droni sotto i 250 grammi

È la fascia più usata per le riprese leggere, quella di modelli come il DJI Mini 5 Pro, ed è anche quella su cui circola più confusione. L'ENAC è chiaro: per un drone sotto i 250 grammi dotato di telecamera non è obbligatorio l'attestato del pilota, ma restano gli obblighi di registrazione, assicurazione e verifica delle zone. La registrazione non è richiesta solo per i droni sotto i 250 grammi privi di dispositivi audio e video, o per quelli classificati come giocattoli.

In pratica: leggero non significa libero. Chi vola con una camera a bordo deve essere registrato e assicurato, sempre.

Privacy: il drone riprende anche le persone

Tra le responsabilità dell'operatore l'ENAC elenca esplicitamente il rispetto del GDPR e la tutela dei dati altrui. Una ripresa aerea può inquadrare persone, targhe e proprietà private: va pianificata in modo da non rendere riconoscibile chi non ha dato il consenso. È lo stesso principio che vale a terra, e di cui parlo nell'articolo sulla liberatoria per foto e video.

Cosa chiedere a chi farà le riprese

Se commissioni un video con riprese aeree, la responsabilità di un volo irregolare non ricade solo sul pilota: coinvolge anche l'immagine della tua azienda. Prima di iniziare, chiedi:

Tieni conto che in alcune zone il volo è limitato o richiede passaggi aggiuntivi: è un'attività che va prevista in pre-produzione, non il giorno delle riprese. Quando una location non consente il volo, esistono alternative che danno comunque respiro all'immagine, come riprese da un punto elevato o con bracci e gimbal.

Queste indicazioni sono una sintesi divulgativa aggiornata alla data dell'articolo: la normativa cambia, e per ogni operazione fanno fede i testi ufficiali di ENAC ed EASA. Se stai pensando a un progetto con riprese aeree in Piemonte, scrivimi: valutiamo insieme la location e la soluzione più adatta.

Fonti

  1. Requisiti generali per operare nella categoria aperta · ENAC, Ente Nazionale per l'Aviazione Civile
  2. Operatori di droni (UAS) · ENAC, Ente Nazionale per l'Aviazione Civile
  3. Open category: low risk civil drones · EASA, European Union Aviation Safety Agency

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Domande frequenti

Serve il patentino per fare riprese con il drone?

Dipende dal drone. Per la categoria aperta l'EASA prevede un attestato A1/A3, ottenuto con corso online ed esame teorico, e un esame aggiuntivo per la sottocategoria A2. Per i droni sotto i 250 grammi con telecamera l'ENAC non richiede l'attestato, ma restano obbligatorie registrazione, assicurazione e verifica delle zone.

Un drone sotto i 250 grammi va registrato?

Sì, se ha una telecamera o un microfono. Secondo l'ENAC la registrazione dell'operatore su d-flight non è richiesta solo per i droni sotto i 250 grammi privi di dispositivi audio e video, o classificati come giocattoli.

L'assicurazione per il drone è obbligatoria?

Sì. Tra gli obblighi dell'operatore l'ENAC indica la copertura assicurativa di responsabilità civile verso terzi, adeguata al tipo di operazioni svolte.

Si può volare con il drone in città?

Dipende dalla zona e dal drone. Le aree in cui il volo è consentito, limitato o vietato vanno verificate sul portale d-flight prima di ogni operazione, e le distanze dalle persone cambiano in base alla classe del drone. Per questo le riprese aeree in contesti urbani vanno pianificate con anticipo.

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